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Protesi di spalla – Diagnostica preoperatoria

Protesi di spalla: come viene formulata la diagnosi in fase pre-operatoria

Gli interventi di sostituzione protesica della spalla vengono eseguiti sempre in seguito ad una valutazione clinica e strumentale, in grado di fornire allo specialista una visione complessiva e accurata. Il percorso di pre-protesica ha l’obiettivo non solo di confermare la patologia in essere, ma soprattutto di quantificare il danno osseo e/o cartilagineo per valutare l’impianto più idoneo.

 

Protesi di spalla – Valutazione clinica

Una valutazione clinica approfondita è indispensabile a stabilire il quadro generale all’interno del quale la condizione patologica si manifesta. Questa fase permette allo specialista di valutare non solo la patologia stessa, ma anche altre eventuali condizioni associate che possono interferire sul quadro artrosico della spalla.

Anamnesi

Lo specialista raccoglie informazioni essenziali sulla storia del paziente, con riferimento alla manifestazione della sintomatologia dolorosa (insorgenza, evoluzione, intensità, fattori che la alleviano o aggravano) e all’impatto funzionale, ovvero all’eventuale impossibilità di svolgere determinate attività.

Esame Obiettivo

In questa fase viene definito lo stato dell’articolazione. Vengono valutate la stabilità della stessa e il range di movimento (ROM), ovvero il grado di movimento attivo e passivo, al fine di individuare eventuali riduzioni dello stesso, che potrebbero ad esempio essere il segnale di una possibile presenza di artrosi gleno-omerale.

Durante l’esame obiettivo vengono inoltre svolti test con manovre cliniche specifiche volte a valutare in maniera preliminare l’integrità dei tendini e legamenti che garantiscono la funzionalità e la stabilità della spalla.

La valutazione clinica non solo quantifica la disabilità, ma permette di stabilire se il dolore e la limitazione funzionale sono così gravi da giustificare il ricorso alla chirurgia protesica, dopo il fallimento dei trattamenti conservativi.

Protesi di spalla – Esami Strumentali

Per completare il quadro diagnostico, lo specialista richiederà una serie di esami strumentali, necessari a fornire informazioni di dettaglio sulla condizione dell’articolazione.


Protesi Spalla


Radiografia Standard (RX)

La radiografia è l’esame di base e viene eseguito in diverse proiezioni. Alcuni esempi a seguire.

  • Antero-Posteriore (AP) in Rotazione Neutra ed Esterna: ha l’obiettivo di valutare lo stato della cartilagine articolare (riduzione dello spazio articolare), la presenza di osteofiti (becchi ossei) e la migrazione prossimale della testa omerale (indicativa, ad esempio, di artropatia da rottura cronica della cuffia).
  • Proiezione Ascellare (Axial View): serve ad analizzare la morfologia e l’orientamento della glena e ad evidenziarne l’erosione posteriore, comune ad esempio nell’artrosi primaria.

Tomografia Computerizzata (TC) con Ricostruzione 3D

Negli interventi di sostituzione protesica di spalla, la Tomografia Computerizzata è fondamentale per una corretta pianificazione operatoria. Permette infatti di raccogliere informazioni che non è possibile ottenere con una normale RX.

  • Valutazione della quantità di osso residua della glena e dell’omero (Bone Stock), essenziali per la definizione del tipo ti protesi e di fissazione.
  • Staging dell’Erosione Gleenoidale: per classificare il grado di erosione glenoidea e definire il tipo di protesi (se anatomica o inversa).
  • Pianificazione Virtuale 3D: utilizzata dal Dott. Giardella per simulare l’impianto e stabilire l’orientamento e l’inclinazione ideali dei componenti protesici.

Risonanza Magnetica (RM)

A differenza della TC, che valuta la situazione ossea, la Risonanza magnetica (RM) permette di avere un quadro preciso dei tessuti molli e verificare:

  • L’integrità della Cuffia dei Rotatori così da poter distinguere tra un’artrosi primaria (dove la cuffia è integra, indicando una potenziale protesi anatomica) e un’artropatia da rottura della cuffia (in presenza della quale, essendo i tendini insufficienti, può essere richiesta una protesi inversa).
  • La qualità muscolare e quindi lo stato di atrofia e l’infiltrazione adiposa dei muscoli della cuffia (indice di Goutallier), elementi che influenzano direttamente il successo e la riabilitazione post-protesica.


L’analisi strumentale prescritta e valutata dallo specialista è fondamentale per stabilire la necessità di una sostituzione protesica e programmare l’intervento in modo corretta, al fine di garantirne una miglior riuscita

Dr. Antonio Giardella, Chirurgia Articolare e Traumatologia dello Sport




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