Sintomi, fasi della patologia e trattamenti d’avanguardia delle calcificazioni di spalla
La calcificazione della spalla (nota clinicamente come tendinopatia calcifica) è una condizione particolarmente frequente nella popolazione e rappresenta una delle cause principali di dolore acuto e limitazione funzionale all’arto superiore.
Spesso vissuta con ansia dal paziente a causa dell’intensità del dolore, questa patologia è oggi ampiamente gestibile grazie a protocolli terapeutici personalizzati che variano a seconda della fase in cui si trova la calcificazione.
Il sintomo cardine: il dolore notturno
La calcificazione si sviluppa all’interno dei tendini della cuffia dei rotatori. Il segno clinico più caratteristico riferito dai pazienti è un dolore acuto che insorge prevalentemente di notte, disturbando il sonno e rendendo difficile trovare una posizione di riposo. Questo dolore può manifestarsi sia in forma acuta e invalidante sia in forma cronica, associandosi a una progressiva perdita di forza e di movimento del braccio.
Dimensioni e fasi della patologia: non sono tutte uguali
Le calcificazioni non si presentano sempre allo stesso modo. Possiamo infatti riscontrare:
- Micro-calcificazioni: depositi di piccole dimensioni, spesso asintomatici o associati a lievi fastidi.
- Calcificazioni di grandi dimensioni: depositi più voluminosi che interferiscono meccanicamente con il movimento della spalla.
Inoltre, la patologia attraversa diverse fasi evolutive che ne determinano la consistenza:
- La Fase Acuta (consistenza molle): In questo stadio, il deposito calcifico non è ancora solidificato; si presenta con una consistenza pastosa o liquida (simile al dentifricio). È paradossalmente la fase più dolorosa, poiché il corpo tenta di riassorbire il calcio scatenando una forte reazione infiammatoria.
- La Fase Cronica (consistenza solida): Con il passare del tempo, se non riassorbita, la calcificazione va incontro a un processo di progressiva solidificazione, diventando dura e simile a un piccolo frammento osseo. In questa fase il dolore può essere meno acuto ma più costante, legato soprattutto al conflitto meccanico durante i movimenti del braccio.
Le opzioni terapeutiche: come interviene l’ortopedico
A seconda della fase clinica in cui il paziente si presenta dal chirurgo ortopedico, è possibile impostare diverse strategie di trattamento, partendo da approcci mininvasivi fino alla chirurgia.
1. Il lavaggio ecoguidato (Litoclasia): ideale in fase acuta
Nelle fasi acute, specialmente in presenza di calcificazioni di grandi dimensioni e a consistenza molle, oggi è possibile eseguire il lavaggio ecoguidato. Sotto controllo ecografico continuo, lo specialista inserisce uno o due aghi all’interno della calcificazione per effettuare un lavaggio meccanico con soluzione fisiologica. Questo permette di “svuotare” letteralmente la calcificazione dal suo contenuto gessoso, ripristinando in tempi rapidissimi il benessere del paziente sia in termini di riduzione del dolore sia di recupero funzionale.
2. Trattamenti conservativi: per le fasi croniche
Quando la calcificazione si presenta in una fase più cronica e solidificata, si prediligono trattamenti conservativi volti a stimolare la rigenerazione del tessuto e a ridurre l’infiammazione:
- Onde d’urto focali: stimolano la vascolarizzazione e favoriscono la frammentazione del deposito calcifico.
- Infiltrazioni mirate: cicli infiltrativi per spegnere l’infiammazione acuta circostante.
3. L’approccio chirurgico: l’Artroscopia di spalla
Nei casi in cui i trattamenti conservativi o il lavaggio ecoguidato non abbiano successo, la soluzione definitiva è rappresentata dall’artroscopia. Attraverso piccole incisioni millimetriche, il chirurgo introduce una telecamera che permette innanzitutto di diagnosticare in modo specifico lo stato del tendine e la biologia del tessuto degenerato.
Successivamente, si procede alla rimozione mirata delle micro-calcificazioni o del deposito principale, effettuando delle sollecitazioni sul tendine per stimolarne la corretta guarigione e ripristinare la normale anatomia della spalla.
Il consiglio dello specialista
Se avverti un dolore persistente alla spalla, specialmente durante le ore notturne, non aspettare che la situazione si cronicizzi. Una valutazione ortopedica tempestiva permette di identificare la fase esatta della calcificazione e di intervenire con l’approccio più rapido e meno invasivo possibile.
Hai dolore persistente dopo un’infortunio? Contattaci per un consulto specialistico.
Dr. Antonio Giardella, Chirurgia Articolare e Traumatologia dello Sport
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