Descrizione
La fascite plantare è una patologia infiammatoria che interessa la fascia plantare, una robusta struttura fibrosa che si estende dal calcagno alle teste metatarsali e svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’arco longitudinale del piede.
Questa fascia agisce come un ammortizzatore naturale durante la deambulazione e la corsa. Quando sottoposta a stress eccessivo, microtraumi ripetuti o alterazioni biomeccaniche, può svilupparsi un processo infiammatorio che provoca dolore intenso, localizzato prevalentemente nella regione del tallone.
I fattori predisponenti includono attività sportive ad alto impatto (corsa, salto), calzature non adeguate, obesità, piede piatto o cavo e rigidità del tendine d’Achille.
Il sintomo tipico è il dolore al primo appoggio mattutino, che tende a ridursi con il movimento ma peggiora dopo sforzi prolungati.
Cosa fare prima dell’intervento
La diagnosi è clinica, basata sull’anamnesi e sull’esame obiettivo, ma può essere confermata da ecografia o risonanza magnetica nei casi complessi.
Prima di considerare l’opzione chirurgica, il trattamento conservativo è imprescindibile e comprende stretching della fascia e del tendine d’Achille, esercizi di rinforzo muscolare, utilizzo di plantari su misura per ridurre il carico, crioterapia e farmaci antinfiammatori.
Nei casi resistenti, si ricorre a terapie infiltrative con corticosteroidi o PRP (plasma ricco di piastrine) e, talvolta, onde d’urto focali per stimolare la guarigione.
Intervento chirurgico e ricovero
L’intervento è indicato solo dopo almeno 6-12 mesi di trattamento conservativo inefficace.
La procedura consiste nella liberazione parziale della fascia plantare, eseguita in tecnica open o mininvasiva. In alcuni casi si associa la correzione di eventuali deformità biomeccaniche.
La durata dell’operazione è di circa 30-45 minuti e il ricovero avviene generalmente in regime di day hospital, salvo complicazioni.
Cosa fare nel post-operatorio
Il paziente deve mantenere un carico parziale per 2-3 settimane, utilizzando calzature protettive o tutori.
La fisioterapia è fondamentale per recuperare la mobilità, ridurre l’edema e prevenire rigidità. Gli esercizi di stretching e rinforzo devono essere introdotti gradualmente.
Il ritorno alle attività quotidiane avviene in 4-6 settimane, mentre quello sportivo richiede almeno 3 mesi.
Complicazioni
Le complicazioni includono dolore persistente, alterazioni dell’arco plantare, infezioni e, raramente, lesioni nervose locali.
Un’adeguata riabilitazione riduce il rischio di recidiva.