Torna a Traumatologia dello Sport

Fratture base quinto metatarso

Descrizione

La frattura della base del quinto metatarso è una lesione comune, soprattutto negli sportivi e in chi pratica attività che comportano bruschi cambi di direzione o salti.
Il quinto metatarso è l’osso lungo situato sul bordo esterno del piede, e la sua base è il punto di inserzione di tendini e legamenti.

Le fratture possono essere di tipo avulsivo (distacco di un frammento osseo per trazione del tendine peroneo breve) o da stress (microfratture per sovraccarico ripetuto).

I sintomi includono dolore laterale al piede, gonfiore, ecchimosi e difficoltà a camminare.

Nei casi più gravi, il paziente non riesce a sostenere il peso sull’arto.

Cosa fare prima dell’intervento

La diagnosi si basa su radiografie in proiezioni multiple; nei casi dubbi, si ricorre alla risonanza magnetica o alla TC per valutare la stabilità e l’estensione della frattura.

Prima dell’intervento, è fondamentale immobilizzare il piede con tutore o gesso e mantenere il carico ridotto.

Si valuta la stabilità della frattura: quelle composte possono guarire con terapia conservativa, mentre le fratture scomposte o con rischio di pseudoartrosi richiedono chirurgia.

Nei pazienti sportivi, la scelta chirurgica è spesso preferita per ridurre i tempi di recupero.

Intervento chirurgico e ricovero

L’intervento consiste nella sintesi interna mediante vite endomidollare o placca, per stabilizzare il frammento e favorire la consolidazione.

La durata è di circa 45-60 minuti. Il ricovero è generalmente di 1 giorno, salvo complicazioni.

In alcuni casi si utilizza anestesia loco-regionale.

Cosa fare nel post-operatorio

Il paziente deve mantenere scarico per 2-3 settimane, seguito da carico progressivo con tutore.

La fisioterapia è essenziale per recuperare la mobilità e la forza muscolare.

Il ritorno alle attività quotidiane avviene in 6-8 settimane, mentre quello sportivo richiede almeno 10-12 settimane.

Complicazioni

Le complicazioni includono ritardo di consolidazione, pseudoartrosi, dolore persistente e, raramente, infezioni.

Torna a Traumatologia dello Sport