Root lesion: diagnosi e trattamento
Le root lesion, o lesioni delle radici meniscali, sono una delle principali sfide della chirurgia ortopedica moderna. Si definiscono come avulsioni o rotture radiali complete del menisco situate a meno di 1 cm dal suo punto di ancoraggio osseo sulla tibia.
A differenza delle comuni lesioni meniscali, la rottura della radice è biomeccanicamente equivalente a una meniscectomia totale: il menisco perde la capacità di convertire i carichi assiali in tensioni circonferenziali, causando l’estrusione del menisco stesso e un aumento drammatico delle pressioni sulla cartilagine, che può portare a un’artrosi precoce e galoppante.
CLASSIFICAZIONE DELLE LESIONI DELLE RADICI MENISCALI
La classificazione più utilizzata a livello internazionale (Classificazione di LaPrade) suddivide queste lesioni in base alla morfologia e all’estensione, guidando lo specialista nella scelta del trattamento più idoneo:
- Tipo 1: Lesione parziale della radice, che mantiene ancora una certa stabilità meccanica.
- Tipo 2: Lesione radiale completa entro 9 mm dall’inserzione ossea (la variante più comune).
- Tipo 3: Lesione completa della radice associata a una lesione “a manico di secchia” del corpo meniscale.
- Tipo 4: Lesionecompleta complessa, spesso con andamento obliquo o longitudinale che interessa la zona di ancoraggio.
- Tipo 5: Avulsione ossea, in cui la radice si distacca portando con sé un frammento del piatto tibiale.

TRATTAMENTO: DALLA CONSERVAZIONE ALLA RIPARAZIONE CHIRURGICA
L’obiettivo primario del trattamento è ripristinare la continuità tra menisco e osso per arrestare il processo di estrusione meniscale e proteggere la cartilagine.
1. Trattamento Conservativo
Riservato solitamente a pazienti con artrosi già avanzata (grado Kellgren-Lawrence III-IV), età molto avanzata o comorbidità che controindicano la chirurgia. Prevede:
- Fisioterapia per il mantenimento del range di movimento (ROM).
- Infiltrazioni (acido ialuronico o PRP) per gestire la sintomatologia dolorosa.
- Modifica delle attività quotidiane.
2. Meniscectomia Selettiva
In passato molto comune, oggi è limitata ai casi in cui la riparazione non è tecnicamente fattibile o il paziente non può affrontare il lungo percorso riabilitativo. Tuttavia, la letteratura scientifica evidenzia come la rimozione della radice acceleri drasticamente la necessità di una protesi di ginocchio.
3. Riparazione Chirurgica (Gold Standard)
L’intervento viene eseguito in artroscopia ed è considerato la procedura d’elezione per pazienti giovani o attivi con cartilagine ancora preservata.
- Tecnica Pull-out: Si posizionano dei punti di sutura sulla radice meniscale, i quali vengono fatti passare attraverso tunnel ossei scavati nella tibia e fissati sulla superficie anteriore della stessa con un bottone o una vite.
- Ancore di sutura: In casi selezionati, la radice viene fissata direttamente all’osso mediante piccole ancore bio-riassorbibili.
FASE POST-OPERATORIA E RIABILITAZIONE
Il successo della riparazione dipende rigorosamente dal rispetto dei tempi biologici di guarigione dell’ancoraggio osseo. Il programma riabilitativo è generalmente più cauto rispetto a una normale meniscectomia.
Fase 1: Protezione (0-6 settimane)
- Carico: Divieto di carico (NWB) o carico sfiorante con stampelle per evitare lo stress sulle suture.
- Tutore: Utilizzo di un tutore bloccato in estensione o con limitazione del movimento.
- Mobilità: Esercizi di mobilizzazione passiva limitati a 90° di flessione per non sovraccaricare la radice posteriore.
Fase 2: Carico Progressivo (6-12 settimane)
- Abbandono graduale delle stampelle e ripristino della deambulazione corretta.
- Recupero completo del range di movimento.
- Introduzione di esercizi a catena cinetica chiusa leggeri (es. leg press a basso carico).
Fase 3: Rinforzo e Proprioccezione (3-6 mesi)
- Potenziamento muscolare del quadricipite e dei flessori.
- Esercizi di equilibrio e controllo neuromuscolare.
- Inizio di attività aerobiche a basso impatto (nuoto, cyclette con bassa resistenza).
Fase 4: Ritorno all’Attività (6+ mesi)
- Test funzionali per valutare la forza e la stabilità.
- Ripresa graduale della corsa e delle attività sportive specifiche, previo nulla osta del chirurgo.
POSSIBILI COMPLICAZIONI E PROGNOSI
Sebbene la riparazione della radice abbia tassi di successo elevati nel ridurre il dolore, è fondamentale informare il paziente sui possibili rischi:
- Fallimento della sutura: Mancata guarigione biologica o rottura dei punti.
- Artrofibrosi: Rigidità articolare dovuta a una cicatrizzazione eccessiva (spesso legata a un’immobilità troppo prolungata).
- Progressione dell’artrosi: Nonostante la riparazione, in alcuni casi la degenerazione cartilaginea può procedere, seppur più lentamente.
In conclusione, la diagnosi precoce di una root lesion è fondamentale. La riparazione chirurgica rappresenta oggi l’unica reale possibilità per “salvare” il ginocchio e posticipare, o evitare, la necessità di un intervento protesico in futuro.
Dr. Antonio Giardella, Specialista in Chirurgia Articolare e Traumatologia dello Sport
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